Sesto è cambiata, sta cambiando e cambierà

Le votazioni hanno dato un forte responso che ha estromesso il Centro-Sinistra dalla guida della nostra città.
La vecchia coalizione ha perso per tanti motivi che non stiamo a spiegare perchè gli elettori li conoscono forse meglio di chi scrive queste righe.
Sesto la rossa, la Stalingrado d’Italia, è caduta. Abbiamo perso e non esistono giustificazioni di contesto che indulgano su questo.
Chi poi, nel pratico, ha perso più di ogni altro è proprio la parte più a Sinistra della coalizione che si presentava in forza alla candidatura di Monica Chittò.
Noi siamo quelli che nella sconfitta hanno perso di più, non avendo perso solo un ruolo nell’amministrazione del Comune ma anche la nostra rappresentatività in Consiglio Comunale.
Quello che rende ancora più cocente tale sconfitta è che, al contrario, la voglia di Sinistra dei sestesi non è scomparsa, non è morta. È forte, soprattutto tra i giovani, la condivisione di quei valori che contraddistinguono questa parte politica, valori che però, evidentemente, oggi non si coniugano con i linguaggi che le nostre forze hanno saputo esprimere.

È forte e deve per forza esserlo il rammarico nel guardare gli ultimi anni rendendosi conto quante occasioni noi tutti e tutte abbiamo perso per creare una forza di Sinistra che potesse per dimensione, per inclusività, e per contenuti essere attrattiva e risultare credibile agli occhi, non solo di quel numero di sestesi che ci hanno scelto nelle urne, ma anche di chi, magari a malincuore, ha preferito altri a noi o ha gridato tutto il proprio dissenso nel silenzio del non voto.
È forte il rammarico ed è altrettanto forte la consapevolezza che non esistano in questo senso colpevoli o innocenti ma che tutti e tutte siamo responsabili di non aver raggiunto questo traguardo.

Questa analisi non può però limitarsi all’autocritica senza passare attraverso la domanda “che fare?”

Le forze di Sinistra oggi a Sesto devono ristudiarsi e riscoprirsi per prepararsi a questa nuova formula che ci vede all’opposizione e, per di più, da una posizione extra-consiliare.
Serve prendersi un impegno con chi ci ha scelto e con chi, nonostante vicino a noi, ha scelto di non sceglierci. Un impegno di costruzione di una forza che, pur tenendo conto delle unicità di ognuna delle proprie componenti, partitiche o civiche, sappia essere nuova e unitaria e che sappia mettere insieme gli antichi valori a metodi e argomentazioni nuovi e al passo coi tempi e con le nuove politiche anche, ma non solo, in ottica di partecipazione alla città metropolitana.
Un percorso che non può non passare attraverso le voci e le menti dei giovani e che sappia parlare, in particolare, ai giovani ad esempio attraverso spazi, fisici o meno, da loro gestiti e a loro dedicati per dare loro parola e la giusta preparazione necessaria per ricollocare Sesto sulla strada che le appartiene.

Ripartiamo quindi da qui.
Ripartiamo dalla sconfitta per trovare nuove vittorie.

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