Una città per tutte e tutti

In questi anni abbiamo lavorato all’insegna della libertà e responsabilità di ognuna/ognuno, contro ogni discriminazione e violenza, legando la nostra azione all’idea di uguaglianza, virtù sovrana di ogni democrazia. In questo senso abbiamo messo in atto politiche di pari opportunità, nello sforzo cioè di assicurare a tutti e tutte uguali condizioni nella costruzione del proprio percorso di vita, indipendentemente dal sesso, dall’appartenenza etnica e culturale, dalla religione, dall’orientamento sessuale, dalle condizioni fisiche e sociali.

E dato che ogni soggetto che si muove nella città riflette attraverso le sue esigenze la propria identità, rispetto a queste esigenze gli spazi urbani non possono essere indifferenti, in particolare riguardo alla possibilità di sviluppare quella rete di relazioni umane di cui è fatta la comunità. Occorre a nostro avviso un diverso sguardo sulla città e i suoi spazi a partire dalla considerazione che così come non esistono spazi neutri, non esistono soggetti neutri che li abitano.

Proprio in quest’ottica dal 2013 ha preso avvio “Tutta mia questa città”, progetto di rigenerazione urbana per rendere Sesto una città più bella, più vivibile e più sicura. Con questo progetto si è messo in moto il circolo virtuoso della cura collettiva dei luoghi e degli edifici pubblici, con una innovativa collaborazione e sinergia tra pubblico e privato, come per gli interventi sul sottopasso Roma-Marelli, il microgiardino Bookcrossing, il restauro del monumento ai deportati di piazza Hiroshima e Nagasaki, il restyling della stazione FS di piazza 1° maggio, il muro di cinta della Campari con opere di street art, la nuova sede dell’Università della Terza età, la Casa delle Associazioni e il prossimo intervento su via del Riccio e sul sottopasso Del Riccio/Granelli, oggetto di un bando per progetti, che ha concluso il 12 gennaio il suo iter, premiando la proposta Feel Breda che verrà attuata nella primavera 2017.

All’interno di Tutta mia questa città”, un posto particolare occupano “Io non creo barriere”  e “Sport senza Barriere” progetti di sensibilizzazione e inclusione sociale per dare piena cittadinanza alle persone con disabilità. L’obiettivo è creare consapevolezza delle barriere, non solo fisiche, che a volte non vediamo e favorire in questo modo una cultura capace di realizzare spazi accessibili e sicuri per tutti e tutte.

Molte sono state inoltre le azioni e le iniziative attuate per favorire nuove modalità di relazioni che escludano ogni forma di discriminazione, prevaricazione e violenza:

  • istituzione del “Registro delle Unioni Civili” e “Love is love” festa di San Valentino per festeggiare ogni forma di amore;
  • adesione alla Rete Ready (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere);
  • convegni, eventi e percorsi di sensibilizzazione e di riflessione, anche con progetti didattici, su stereotipi e discriminazioni di genere, contro omotransfobia e discriminazioni in base all’ orientamento sessuale (progetto Così sono, se mi pare, il video Il  cielo è sempre più blu,  Caffè giornale con studenti delle scuole cittadine);
  • sostegno alla “Rete territoriale cittadina contro la violenza sulle donne” impegnata su prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Per le donne che si trovano a vivere in situazioni di violenza, la città offre una serie di risposte coordinate che vanno dall’informazione sul tema, all’ascolto protetto, fino all’accompagnamento e alla ricerca della soluzione più adeguata per la persona in difficoltà attraverso il Centro Informazione Donna e gli sportelli attivati dalle associazioni della Rete, “Casa Graziella” un bene confiscato alla mafia e utilizzato per l’accoglienza di donne maltrattate, il nuovo Centro antiviolenza sovrazonale “Verso nuove strade”, presso l’Ospedale Bassini.

Sappiamo bene che una delle questioni di grande impatto è legata alla presenza di cittadini stranieri che con percorsi e culture, anche molto diverse tra loro, cercano una “vita normale” nella nostra città. Pensiamo sia necessario trovare e attuare percorsi che facilitino il raggiungimento di questo obiettivo e alcune delle scelte e azioni già attivate vanno in questa direzione, come:

  • la concessione della “Cittadinanza onoraria” ai bambini nati in Italia da genitori stranieri, atto certo simbolico ma che vuole indicare un obiettivo che ci piacerebbe vedere realizzato ;
  • l’accoglienza di piccoli gruppi di richiedenti asilo ospitati nella ex-sede dei sindacati in Viale Italia, con un progetto specifico e un percorso di inserimento, con un attento e trasparente confronto con la città ;
  • “Scuola delle mamme per donne migranti”, progetto finanziato da Regione Lombardia per creare accoglienza, scambio e interazione tra persone che provengono da paesi e culture diverse. In questo senso, l’apprendimento della lingua italiana è il primo irrinunciabile strumento per stabilire relazioni ;
  • la realizzazione del Centro Culturale Islamico, passaggio importante per la convivenza e il dialogo con la comunità islamica. A partire da quanto scritto nella nostra costituzione, art. 19, riteniamo giusto garantire per ognuno/ognuna il diritto di professare liberamente la propria religione come singolo e come comunità; inoltre crediamo che le strutture organizzate siano presidio di trasparenza e legalità, oltre che di sicurezza; infine la comunità che vogliamo è quella capace di incontro e interazione tra culture diverse.

Non ci siamo dimenticati che la nostra città è diventata grande grazie all’arrivo di tanti migranti da varie parti d’Italia e sul principio dell’accoglienza non intendiamo derogare, consapevoli che essere cittadine/i implica uguali diritti e doveri.