La Casa delle associazioni e del volontariato

NORDMILANONOTIZIE, del 4 ottobre 2016 informava:

Come promesso mesi fa dall’assessora Rita Innocenti, la Casa delle Associazioni e del volontariato ha aperto i battenti a fine settembre … .

Riportiamo ampi stralci della comunicazione della assessora Rita Innocenti per l’inaugurazione della Casa delle Associazioni e del Volontariato, inaugurazione che si è tenuta sabato 8 ottobre:

 

A Sesto San Giovanni sono presenti, iscritte all’Albo comunale 248 associazioni che hanno sede o sono attive sul territorio comunale.

E’ un patrimonio enorme di persone, interessi e passioni, di desiderio di stare insieme e di impegnare il proprio tempo, le proprie conoscenze e capacità per uno scopo comune, il bene della nostra comunità, patrimonio che non può essere ignorato o sottovalutato. Perché associazionismo e volontariato sono in primo luogo potenti generatori di legami sociali, sono prima ancora che un dare qualcosa, un fare qualcosa insieme, un sentirsi parte di, un mettersi in gioco facendosi comunità.

La Casa sarà quindi un punto di riferimento per le associazioni, per coloro che vorranno operare nel volontariato, per quanti ne richiederanno i servizi e per l’intera cittadinanza, una vera e propria “Casa della città”, un nuovo e importante luogo di aggregazione, coesione sociale ed esercizio concreto di democrazia, che significa in primo luogo ascolto dei bisogni, elaborazione di strategie di risposta e messa in atto di soluzioni in chiave di benessere collettivo.

La Casa delle Associazioni e del volontariato nasce circa due anni fa da un percorso politico condiviso tra maggioranza e opposizione, quando nel Consiglio comunale del giugno 2014 la sindaco Monica Chittò accoglie le due mozioni consiliari presentate sull’argomento e indica nei locali dell’ex-circoscrizione 1 la futura sede della Casa. Da lì il percorso seguito dall’assessorato alla Cultura, pari opportunità, rapporti con gli organismi di partecipazione e l’associazionismo democratico è stato quello della massima condivisione e partecipazione con le forze politiche e il Consiglio comunale, le associazioni, le istituzioni di diverse natura, i soggetti economici e l’intera cittadinanza.

Tutto ciò nella convinzione che un luogo di partecipazione come la futura Casa non potesse che nascere dal massimo di interesse e partecipazione collettive, e così è stato per tutti i passaggi: dalla scrittura collettiva del Regolamento della Casa fatta insieme all’Assemblea delle associazioni, ai ripetuti e proficui passaggi in Terza Commissione, all’approvazione all’unanimità del Regolamento in Consiglio comunale nel febbraio 2016, alla scelte condivise con le associazioni sui criteri di ristrutturazione interna – della distribuzione degli spazi, alla loro piena accessibilità fino alla scelta dei colori -, all’intitolazione del salone a Loris Fantini, già vicesindaco, presidente di Proloco e primo sostenitore della necessità di una Casa delle associazioni, che i volontari e le volontarie hanno scelto tramite consultazione pubblica, alla campagna sociale di raccolta fondi per la ristrutturazione dei locali.

Infatti per trovare risorse e volontari/e per attuare le opere necessarie si è valutato di inserire la ristrutturazione della Casa all’interno del progetto di Pari opportunità Tutta mia questa città, che persegue l’obiettivo di creare sicurezza e qualità della vita attraverso per la rigenerazione e progettazione partecipata degli spazi urbani.  Dal 2013 con questo progetto si è cercato di rispondere al degrado e all’insicurezza mettendo in moto il circolo virtuoso della cura collettiva dei luoghi e degli edifici pubblici, con una innovativa collaborazione e sinergia tra pubblico e privato, come per gli interventi sul sottopasso Roma Marelli, il microgiardino del Bookcrossing, il restauro del monumento ai deportati di piazza Hiroshima e Nagasaki, il restyling della stazione FS di piazza 1 maggio, il muro di cinta della Campari con opere si street art, la nuova sede dell’Università della Terza età, la Casa delle Associazioni e prossimamente l’intervento su via del Riccio/via Granelli.

La raccolta fondi è stata generosa, soprattutto se rapportata ai tempi  di crisi, ma non sarebbe stata sufficiente se non ci fosse stato anche il lavoro dei tanti volontari e volontarie che hanno imbiancato, piastrellato, pulito, arredato con una cura e un’attenzione davvero encomiabili.

Così quelli che prima si presentavano come spazi un po’ anonimi e disadorni, come talvolta purtroppo capita per i luoghi pubblici, sono adesso locali curati e rinnovati nei colori e negli arredi, funzionali per le diverse attività che in essi si svolgeranno. Un ingresso coloratissimo, una segreteria per informazioni, appuntamenti e ogni necessità, tre locali di diversa capienza, veri e propri spazi di lavoro per lo svolgimento delle attività le più diverse, a disposizione delle associazioni in utilizzo condiviso, e un bel salone, ampio e luminoso, in grado di ospitare eventi, mostre, riunioni, corsi, laboratori e molto altro.

Grazie a tutte e tutti coloro che hanno partecipato e lavorato a questa grande impresa collettiva, grazie ai componenti della Terza commissione e alla presidente Gioconda Pietra, a tutto il Consiglio comunale, agli uffici dell’Amministrazione, ai dirigenti Livio Tranchida e Federico Ottolenghi, all’ing. David Cornacchia e agli architetti Enrico Piazza e Francesco Ardizzone per quanto fatto con grande professionalità e competenza.

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