Una città per lavorare

Primo fra i diritti il lavoro, perché il lavoro significa dignità per uomini e donne, futuro per le giovani generazioni, dignità e futuro che la politica deve essere capace di difendere anche in epoche di crisi, come quella che stiamo ancora vivendo.

Sesto è sempre stata una città operaia come anche di artigiani e imprenditori; il sapere e la cultura di questi lavori non vogliamo vadano persi, ma anzi crediamo saranno fondamentali per la grande trasformazione delle ex-aree Falck. In questi anni abbiamo lavorato per realizzare l’insediamento della “Città della salute e della ricerca”, polo di cura e di ricerca ad alto contenuto scientifico e tecnologico tra i più importanti al mondo. Grazie all’intelligenza e volontà politica dell’Amministrazione che ha presidiato le diverse fasi di questa grande trasformazione – evitando che il progetto trovasse collocazione in un’altra area -,  la nostra città si collocherà così in un contesto di sviluppo nazionale ed europeo di cui beneficerà l’intera vita della comunità. Sono già in alcune parti ultimate le più grandi bonifiche di questo sito di interesse nazionale (un milione e mezzo di metri quadrati di terreni contaminati), a carico di un operatore privato e attuate in assoluta trasparenza e legalità così da porsi quale buona pratica e modello di studio.

Nostro impegno prioritario è stato e sarà favorire questa epocale rigenerazione, per la nostra città quasi una nuova rivoluzione industriale. Perché  attraverso questo progetto lavoro, riuso di spazi ex industriali, imponenti bonifiche – con massima attenzione alla legalità  di ogni azione e alla salute dei quasi 100 lavoratori e lavoratrici – creazione di parchi urbani e nuovi insediamenti abitativi contribuiscono insieme ad un innalzamento complessivo della qualità della vita.

L’attenzione alla tutela dell’occupazione e all’insediamento di nuove imprese, attività e funzioni economiche, come anche la possibilità di ingresso nel mondo del lavoro ad ogni età, è stata una costante del nostro impegno e lavoro di questi anni all’interno della Amministrazione Chittò – come nell’esperimento pilota del progetto Vado a Sesto – e dovrà ispirare anche le politiche comunali dei prossimi cinque anni. Sesto San Giovanni, città del lavoro, il lavoro deve difenderlo: la battaglia condotta a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori  dell’ex Alstom/General Electric, insieme alla ricerca di soluzioni per garantire un nuovo insediamento dello stabilimento Alstom Grid nel nostro territorio (con 130 dipendenti), come anche la scelta di mantenere il Centro di ricerca Campari a Sesto, sono esempi concreti di questo impegno e dicono molto dell’idea di città che vogliamo. Anche l’esperienza dei lavoratori socialmente utili, reimpiegati nei diversi settori dell’Amministrazione, si inserisce in questa volontà politica di garantire lavoro e dignità per tutte e tutti.

Così anche il risanamento dell’Azienda Farmacie Comunali, che s’inquadra in una gestione oculata delle partecipazioni comunali, ha restituito alla città un servizio integro (dieci farmacie sulle ventitré complessivamente operanti a Sesto San Giovanni) e ben funzionante, e garantito il mantenimento del lavoro per tutti i quarantadue dipendenti.

Garantire il lavoro e la dignità di lavoratori e lavoratrici non è sempre facile per un Comune, dato che gli indirizzi delle politiche economiche e del lavoro sono competenza del Governo. I tagli dei trasferimenti ai Comuni, il blocco dei contratti dei dipendenti Pubblici, alcune delle nuove regole contenute nel Jobs Act  hanno determinato in alcuni casi  l’impossibilità di rispondere in modo corretto alle esigenze dei lavoratori e dei servizi. Proprio per questo, il nostro impegno è sempre stato e sarà ancora nei prossimi anni quello di avere massima attenzione ai diritti dei lavoratori/lavoratrici e alla tutela della qualità dei servizi, e quindi ancora una volta al bene della città, come nel caso delle educatrici dei nidi con contratto precario per le quali si è intrapreso un percorso di stabilizzazione, che va portato a  termine.