Annie Iacone

Annie Iacone, vivo a Sesto dal 1983 e abito sul Viale Gramsci davanti al parco.
Dall’ottavo piano di casa mia vedo l’area della Falck. Vedevo distintamente le colate, ho fotografato l’abbattimento dei capannoni, ho visto crescere il verde di un “bosco” cittadino e oggi controllo quotidianamente i lavori di bonifica. Mi ha sempre coinvolto la vita di questa città che ho da subito sentito molto mia.
Sono entrata nei Comitati di Gestione dei Consultori e lì ho conosciuto tante donne che considero ancora amiche e vicine.
Poi i miei figli mi hanno coinvolto nella loro vita scolastica: dal primo anno di asilo nido di mio figlio Adriano nel 1991 fino alla terza media di mio figlio Stefano nel 2011 ho partecipato a vari livelli agli organi collegiali. La scuola è un mondo per noi genitori dove è facile farsi entusiasmare e coinvolgere in percorsi, progetti, idee e piano piano aprire le porte delle scuole e far entrare la città, e viceversa. Negli anni, anche con l’attività del Coordinamento cittadino per la difesa della scuola pubblica, abbiamo certo fatto le classiche feste di fine anno e di Natale, ma abbiamo anche adottato gli spazi verdi con i progetti del Comune, abbiamo stretto legami fra scuola e Biblioteca dei Ragazzi, e con il Centro Diurno Disabili, e la Casa di Riposo, abbiamo cercato di sostenere i docenti nel loro sforzo quotidiano per aiutarli a portare nella scuola progetti culturali e sportivi di grande spessore.
Dal 2012 dedico gran parte del mio tempo alla vita dell’associazione culturale DireFareDare: la bellezza di lavorare come volontaria a fianco di persone che stimo, a cui voglio bene e con cui condivido il sogno di “seminare cultura”, nel piccolo delle nostre possibilità e capacità, cercando di coinvolgere sempre più giovani ragazze e ragazzi, sforzandoci di crescere e migliorare anche attraverso lo sviluppo di una rete di collaborazioni con altre associazioni del territorio. Ed è proprio attraverso questa esperienza che ho conosciuto più da vicino il vitale mondo dell’associazionismo sestese, partecipando anche all’associazione Le Malandre con cui collaboro nella conduzione di un laboratorio teatrale per ragazze e ragazzi e uno di percussioni con i richiedenti asilo ospiti della nostra città.
La scelta di prendere parte a LA FABBRICA della CITTA’ è stata semplice e facile, mi unisce a questo percorso la convinzione che, come diceva Antonio Cederna, “la democrazia è sognare città più belle”.