Una città per muoversi e fare sport

Partendo dall’assunto che l’essere umano è un unicum dove area cognitiva, area corporea e area affettiva interagiscono tra loro e si influenzano a vicenda, è facile comprendere come il gioco, la pratica sportiva, in quanto evoluzione del primo, e le libere attività motorie siano importanti e indispensabili per l’essere umano.

Gioco e sport hanno differenti caratteristiche legate ai bisogni, agli interessi e alle particolarità cognitive, affettive e corporee delle varie fasi dell’età. Sono un diritto a tutte le età ma soprattutto in età evolutiva, come recita giustamente la carta dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, poiché permettono di affinare e di acquisire competenze motorie, cognitive e di relazione indispensabili alla vita, allo stare al mondo con gli altri e le altre. Sono una scuola di diritto perché hanno bisogno di norme e regole: si impara che alcuni comportamenti sono consentiti, altri no e che tutte e tutti devono rispettare le regole del gioco se si vuole che l’attività riesca.

Nella prima infanzia, come ci insegna la psicomotricità, è attraverso l’esperienza corporea che si sviluppano le funzioni intellettive che permettono di percorrere le varie tappe cognitive fino alla conquista del pensiero astratto e simbolico. Nel momento in cui si permette e sostiene lo sviluppo dell’essere umano in tutte le sue potenzialità, facendo acquisire competenze per un corretto vivere insieme, si creano le basi che permettono lo stare al centro di una comunità e non ai suoi margini.

Sempre di più il tema è garantirsi una vita lunga e attiva, ma la precondizione per farlo è acquisire il più presto possibile stili di vita sani e buone pratiche, e tra queste la pratica costante e regolare di un’attività fisica oramai riconosciuta a tutti i livelli, scientifici e sociali, come un potente ed efficace farmaco per la salute della persone con importanti ricadute non solo sull’organismo ma anche sul piano sociale con significativi risparmi nel tempo di risorse economiche che oggi appesantiscono i bilanci per le spese sanitarie.

In una parola, chi si muove si ammala meno.

Dal dopoguerra il Comune ha incentivato l’attività motoria e l’avviamento allo sport attraverso corsi gestiti direttamente dall’Ente – Centri olimpia – sostenendo con un apporto economico sostanziale l’azione sul territorio delle società sportive.

Oggi questa azione, che ha creato sul nostro territorio una giusta cultura sulle attività fisico-sportiva, non può più essere sostenuta dalla comunità e ci troviamo di fronte all’esigenza di elaborare nuove strategie, ponendo attenzione ai cambiamenti in atto, a una nuova cultura del prendersi cura di sé e alle nuove offerte di attività sportivo-ricreative. C’è la necessità di andare incontro a nuovi bisogni sia in termini di offerte diverse dal passato, che in termini di utilizzo del tempo libero da parte di categorie differenti di persone: giovani, anziani, famiglie, persone con disabilità, nella loro differenza di genere, di interessi e di bisogni.

Rispetto alle proposte e agli interventi rivolti alle scuole proponiamo:

attraverso il coordinamento della Consulta Cittadina dello Sport la predisposizione di un pacchetto di proposte formulate dalle società e associazioni sportive relative a percorsi in orario scolastico di psicomotricità per le scuole dell’infanzia e per il primo ciclo della scuola primaria e di avviamento allo sport per le classi terze, quarte e quinte;

la conferma del progetto “Sesto Gioca” per le scuole primarie e per bambine e bambini di cinque anni della scuola dell’infanzia, che vede come capofila il liceo statale Erasmo da Rotterdam;

l’avvio di corsi di aggiornamento di psicomotricità per maestri/maestre, proposta da costruire attraverso il lavoro della Consulta Cittadina dello Sport;

  l’organizzazione di campionati studenteschi per le scuole secondarie di primo grado, coinvolgendo naturalmente gli insegnanti di educazione fisica con tornei di sport di squadra (calcio, pallacanestro, pallavolo) e le specialità di atletica leggera;

l’attivazione di un campus estivo multisport per bambini e ragazzi dai 6 ai 12 anni da inserirsi nella progettazione dei centri estivi comunali.

Sul tema “Sport senza barriere” deve naturalmente continuare il lavoro di progettazione e di attivazione di corsi e opportunità offerte a persone disabili o con disagio psico-sociale che vogliono fare sport in sinergia con le associazioni e con le società sportive del territorio e le scuole, incentivando la sperimentazione di attività ludico-sportive miste tra persone con disabilità e non.

Altra azione indispensabile per avvicinare all’attività sportiva anche chi si trova in situazione di disagio economico è quella di individuare percorsi per permettere alle società sportive che gestiscono impianti comunali di prevedere quote di gratuità e/o sconti per le categorie più fragili.

Sesto San Giovanni con i suoi giardini, i suoi parchi e con le molte strutture sportive e in un’ottica di interscambio con l’area metropolitana, ha tutte le possibilità di diventare uno dei migliori luoghi dove sia possibile fare varie attività motorie e sportive all’aperto, in modo autonomo o a piccoli gruppi organizzati.

Attraverso il lavoro della Consulta dello Sport in sinergia con le società sportive e le numerose palestre cittadine, è possibile proporre alla città varie attività all’aria aperta per età diverse e in orari diversi per creare momenti aggregativi, tenendo insieme movimento e divertimento:

  predisporre in tutti i quartieri all’interno delle aree verdi la presenza di campi per giochi sportivi, come campi di basket, pallavolo e calcio, ma anche delle piattaforme per skateboard e dei percorsi per mountanbikers;

  promuovere, sviluppare e sostenere le esperienze dei gruppi di cammino (ad esempio il Nordic Walking si è dimostrato molto efficace nel contrastare o limitare i danni del Parkinson);

  sperimentare la presenza nei parchi di figure di animatori sportivi che coinvolgano le persone con occasioni e momenti di attività fisica, prima piccoli ma poi sempre più collettivi;

→   creare una tessera che permetta l’utilizzo di strutture d’appoggio per il cambio, il deposito di indumenti e oggetti personali, l’utilizzo degli spogliatoi per la doccia, consentendo così di svolgere attività motoria libera sia da soli che in piccoli gruppi.

L’obiettivo finale è che ogni cittadino e cittadina si muova per una vita migliore, vissuta attivamente e contrastando solitudine e isolamento.

Continuare nel percorso di partnership tra pubblico e privato che permetta di ristrutturare e ammodernare gli impianti sportivi della nostra città, attraverso project financing, affidamento di gestione e tutti i nuovi strumenti che le normative suggeriscono e permettono, per il bene collettivo della città