Una città per crescere e imparare, sempre

Sesto è una città ricchissima, di persone, idee, progetti.

Il lavoro di questi anni è stato orientato in primo luogo alla valorizzazione di queste risorse fondamentali nella convinzione che la cultura rappresenti non solo il luogo per eccellenza della creatività, ma un potente fattore di coesione sociale in quanto ambito della comunicazione, dello scambio e della mediazione razionale. La cultura come terreno comune su cui uomini e donne, di ogni età, etnia, religione, condizione fisica, economica e sociale, possono costruire relazioni, confronti, progetti, azioni e pratiche. In questa prospettiva la città può diventare un grande palcoscenico sempre aperto in cui giocare continue interazioni umane, rese possibili proprio dalla diversità tra le persone.

Questa valorizzazione deve di necessità partire da alcuni luoghi deputati – biblioteche, scuole civiche, sale di cultura e aggregazione, come SpazioArte e SpazioMil – non tanto perché costituiscano luoghi depositari del sapere ma in quanto poli di riferimento e soprattutto centri di diffusione. Perché è importante che i cittadini/cittadine vedano queste istituzioni come un tramite che consente di formulare, articolare e sperimentare esigenze e aspirazioni le più differenti di cui possano essere al tempo stesso attori e spettatori.

La città come “campo culturale diffuso” in cui la cultura può legare i diversi luoghi e quartieri, in cui generazioni diverse non solo per età ma anche per gusti, passioni e desideri possono incontrarsi e contribuire, ciascuno a suo modo, a quella educazione permanente da cui l’esistenza umana non può prescindere.

Il ruolo di un’amministrazione che condivide questa concezione della cultura, e non quella che ne fa un puro patrimonio di tradizioni da conservare o, peggio, un inutile spreco, si definisce non solo per una funzione propositiva che mette a tema la continua attualizzazione dei valori democratici all’interno della comunità, ma anche per la sua capacità di offrire ambiti e spazi per rendere possibile l’incontro, la relazione, lo scambio tra persone e idee.

Una conferma della centralità della dimensione culturale viene dalla considerazione che in una realtà sociale in rapida e costante trasformazione la necessità di disporre di strumenti razionali per interpretare il presente e progettare il futuro appare sempre più evidente.

Offrendo in tal modo uno sbocco costruttivo alle necessità del presente, la pratica culturale contribuisce a liberare la comunità dall’ansia che il cambiamento, in ogni suo aspetto, può generare.

Così il fatto che Sesto sia oggi una città sempre più differenziata sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista etnico, culturale e religioso è un cambiamento che sollecita la nostra intelligenza e sensibilità nella ricerca di nuove forme di convivenza. Le sfide del presente sono qualcosa da cui non possiamo sottrarci con la nostalgia dei tempi passati, di solito trasfigurati in meglio nel ricordo, o maledicendo il presente, perché questo ci impedisce di viverlo e di coglierne le positività.

Nel concreto, in alcune tra le più importanti iniziative già intraprese nella scorsa consiliatura possiamo individuare la direzione su cui intendiamo muoverci nei prossimi 5 anni:

la valorizzazione e la rigenerazione di luoghi dismessi o inutilizzati, come è stato fatto con il microgiardino Bookcrossing e la  galleria d’arte contemporanea in Villa Puricelli, è l’inizio di una più vasta campagna di apertura di nuovi spazi di aggregazione e cultura, sia privati che pubblici, che toccherà ogni quartiere per ricreare socialità e migliorare la qualità della vita;

⇒  il rilancio di Spazioarte come SpazioAperto, l’uso condiviso delle varie sale di cultura della città, la volontà di riempire di persone e progetti le strade, le piazze e i giardini, la ricerca di collaborazioni con altri enti pubblici o privati per consentire un maggior uso alla comunità dei locali a loro disposizione, vanno nella direzione di dare spazio ai bisogni di espressione e di creatività di singoli e gruppi, anche informali, ampliando e diffondendo l’offerta culturale;

  l’arricchimento dei servizi forniti dalle tre biblioteche del circuito sestese – luoghi liberi e gratuiti di cultura e aggregazione in cui leggere e prendere libri, musica e film in prestito, incontrare gli autori, suonare e ascoltare musica, partecipare a gruppi di lettura, corsi, visite guidate, viaggi letterari, fare teatro, visitare mostre e molto altro ancora –  indica che fare cultura significa diffondere quanto più possibile forme ed espressioni diverse di creatività da condividere per crescere insieme.

⇒  la valorizzazione dell’esperienza e del patrimonio culturale delle Scuole civiche di arte, musica, danza e lingue, attraverso la coprogettazione di nuovi corsi ed eventi con docenti e allievi, ampliando le occasioni di scambio con la città e con altre realtà culturali e artistiche e assicurando loro un assetto istituzionale stabile;

⇒  la conferma e il rafforzamento del rapporto proficuo di collaborazione con Fondazione Isec, vero e proprio “cuore storico” di Sesto, in cui è racchiusa tanta parte del passato della “città delle fabbriche”, passato che noi pensiamo possa essere continua fonte di ispirazione per la costruzione del presente e del futuro;

La positiva esperienza di coprogettazione  con associazioni, gruppi teatrali, musicali e soggetti culturali, realtà economiche e negozianti della città sulle iniziative legate al calendario civile (un esempio su tutti, Oggi, 25 aprile 1945, oltre sessanta eventi per il 70esimo della Liberazione) e in generale sulla programmazione culturale, sarà non solo confermata ma arricchita da nuove proposte come:

  l’attivazione di interventi dei vari settori dell’amministrazione comunale coinvolti
per sostenere e consentire ai soggetti culturali della città di utilizzare gli spazi di proprietà pubblica, di accrescere la possibilità di accedere a finanziamenti e partecipare a bandi, di investire nella formazione, nella sperimentazione e nella crescita in particolare dei giovani;

  la programmazione di una rassegna teatrale giocata nei diversi quartieri della città, anche per valorizzare luoghi significativi della sua storia, come la piazzetta del Villaggio Falck o quella di Cascina de’ Gatti;

–  l’organizzazione di una rassegna di arte e creatività giovanile: dai laboratori teatrali scolastici, alle arti plastiche e alla street art, dai gruppi di ballo più o meno informali, ai numerosissimi gruppi musicali di ogni tipo.  Arte e cultura fatta dai giovani per i giovani ma anche per tutti i cittadini e cittadine di ogni età;

 –  sulla scorta di esperienze positive già consolidate, offrire occasioni diffuse di ascolto musicale, letture teatrali e performances artistiche in luoghi diversi e insoliti, come negozi, bar e ristoranti, parchi e giardini, anche condominiali, e in genere gli spazi aperti per rendere più bella e gradevole la vita in città.

Grande attenzione deve essere data alle richieste e ai bisogni espressi dalle scuole di ogni ordine e grado, fondamentali presìdi di cultura nel territorio. Va mantenuto costantemente attivo un canale di ascolto privilegiato con dirigenti e insegnanti, facilitato il rapporto con altri enti di formazione come le Università, con le biblioteche civiche e con enti e associazioni culturali, permettendo così di formulare offerte culturali puntuali, ampie e fruibili e migliorando l’informazione su mostre, spettacoli, convegni che si svolgono in città.