Una città della cura e dell’ambiente

Una migliore vivibilità della nostra città passa attraverso un’attenzione particolare all’ambiente e alla riduzioni delle fonti di inquinamento, in difesa della salute e della qualità della vita di tutti i suoi abitanti, all’arricchimento e alla cura delle aree verdi grandi e piccole, alla mobilità cittadina che è inserita nell’ampio contesto della città metropolitana.

Tutto ciò deve però essere accompagnato dalla consapevolezza che è necessario anche un salto di qualità culturale di tutti e tutte nei comportamenti quotidiani e negli stili di vita: uso dei mezzi pubblici, corretto smaltimento dei rifiuti, rispetto del verde e dell’ambiente cittadino nel suo complesso, consumi consapevoli e sensibilizzazione contro gli sprechi.

Ambiente ed aree verdi

Grande peso nel miglioramento del nostro ambiente cittadino hanno avuto le opere di bonifica dei terreni dove sorgerà la Città della salute e della ricerca e così dovrà essere per tutte le altre aree ex-Falck, permettendo di restituire alla città un territorio libero dagli inquinanti depositati in anni e anni di attività siderurgica. L’amministrazione uscente rivendica con orgoglio questo risultato e proseguirà con serietà ed impegno su questa strada.

Pur essendo il nostro territorio uno tra i più densamente popolati abbiamo una ricchezza di aree verdi importanti: dai veri e propri polmoni verdi che circondano Sesto, Parco Nord e Parco della Media Valle del Lambro, dai grandi parchi fino ai più piccoli giardini cittadini. Dovrà continuare l’impegno nella loro cura e manutenzione, ampliandone l’estensione, con i costruendo parchi della Bergamella e delle aree Falck.

In quest’ottica vanno accresciuti e sviluppati i rapporti con i cittadini/e attraverso le adozioni del progetto “Bene comune cresce con cura” ma anche attraverso nuove forme di co-progettazione e manutenzione che si sono viste con il percorso del bilancio partecipato, dove molti dei progetti presentati riguardavano proprio la manutenzione di aree verdi prevedendo parchi giochi inclusivi, spazi per la pratica sportiva come campi da pallavolo o basket, campi di bocce, ma anche aree attrezzate per svolgere eventi all’aperto. Ampliare ancora le esperienze di “orti urbani” inserendole nelle nuove aree verdi e in tutti gli spazi che possono vedere la presenza di volontari disposti a curare orti e giardini insieme, in un’ottica di cittadinanza attiva.

E’ necessario proseguire con incisività nella politica di riduzione degli sprechi energetici in tutti gli stabili comunali, ma anche sollecitare tali interventi nelle proprietà private e commerciali.

Un discorso a parte riguarda l’igiene urbana, che, anche dopo il passaggio della gestione del servizio ad Area Sud, non è migliorata come avrebbe dovuto e come i cittadini si aspettavano. Sarà indispensabile migliorare la pulizia cittadina (puntualità e correttezza nella raccolta dei sacchi e dei cassonetti di differenziata, pulizia delle aree di mercato, pulizia dei marciapiedi) con una stretta vigilanza sulla totale e puntuale applicazione del capitolato dell’appalto.

Accanto a questo bisogna però aggiungere nuovi obiettivi:

  • estensione della raccolta della frazione umida a tutta la città e ai mercati cittadini;
  • aumentare la tipologia e le possibilità di raccolte differenziate in luoghi concentrati (raccolta sughero, scarpe da ginnastica, tappi di plastica, occhiali, ecc);
  • contrasto alle discariche abusive e all’abbandono dei rifiuti in città attraverso più semplici e immediati modi di segnalazione (oggi è attivo un numero verde ad orari troppo limitati). Pensiamo ad esperienze di altri comuni dove, attraverso un’app gratuita scaricabile sul cellulare, si possono inviare le foto con la mappatura di luoghi dove sono abbandonati in modo scorretto i rifiuti;
  • studiare la possibilità di applicare le tariffe TARI con criteri di premialità: più ricicli e meno produci rifiuti, meno paghi;
  • applicare con serietà e puntualità un sistema sanzionatorio a carico di quanti sporcano e inquinano.

E’ necessario continuare ad investire in un processo di consapevolezza, che faccia crescere la coscienza del valore dell’apporto di ognuno di noi per il bene comune:

  • diffondere sempre più una capillare e corretta informazione sulla raccolta differenziata;
  • sostenere e incentivare il commercio di prodotti sfusi con un basso uso di imballaggi;
  • sostenere e diffondere buone pratiche di riparazione, recupero, riuso (anche ad esempio attraverso l’organizzazione controllata di mercatini dell’usato)

Deve essere portato a compimento il progetto di conversione del forno di incenerimento con il conseguente cambiamento nel trattamento dei rifiuti (da incenerimento a trattamento a secco), come si sta delineando nel piano industriale che vede il consorzio CAP HOLDING, gestore del sistema idrico, in sinergia con CORE, gestore del forno, e che oltre al miglioramento ambientale nel ciclo dei rifiuti, prevede un investimento nella ricerca e nella salvaguardia dei posti di lavoro esistenti.

Mobilità cittadina

E’ chiaro a tutti come la mobilità sia uno snodo importantissimo nel miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. La nostra città non può prescindere dalla considerazione di essere territorio di transito di migliaia di pendolari che vanno a Milano e di avere contemporaneamente la possibilità di attuare grandi cambiamenti con l’avvio del recupero delle aree ex-Falck.

Dobbiamo lavorare per il raggiungimento di alcuni obiettivi, che sappiamo non facili in primo luogo perché le scelte non riguardano solo il nostro comune ma l’area metropolitana, in secondo luogo perché intervenire nella città costruita non sempre è possibile. In ogni caso riteniamo che gli interventi possano essere così riassunti:

  • rivedere con ATM i percorsi dei mezzi pubblici cittadini per migliorare i collegamenti in città, ripensare gli orari e naturalmente le tariffe, verificando la possibilità di attivare abbonamenti a prezzi agevolati per particolari categorie di cittadini;
  • estendere gli spazi di posteggi a fasce gialle riservati ai residenti;
  • estendere le zone della città a prevalenza pedonale in ogni quartiere, legandole naturalmente ad interventi di decoro e abbellimento urbano, oltre ad arricchirle con eventi ed iniziative per trasformarle in luoghi vissuti e stimolanti;
  • incentivare l’uso della bicicletta istituendo il bike-sharing, ristrutturando e ampliando le piste ciclabili, creando aree di parcheggio sicure e custodite;
  • studiare la possibilità di attivare percorsi protetti nei tragitti casa-scuola con progetti di “Pedibus” in collaborazione con associazioni e genitori.

La complessità degli interventi e la necessità di una programmazione che analizzi i flussi e gli sviluppi futuri della città, considerando che la completa rigenerazione delle aree dismesse porterà all’aumento della popolazione, richiede di pensare all’istituzione di una figura professionale di mobility-manager, capace di supportare l’amministrazione comunale in questo importante settore che riguarda la vita di tutte le fasce e le categorie di cittadini e cittadine.

Sicurezza

Le città dell’area metropolitana, e non solo Sesto, hanno visto innegabilmente maturare  in questi ultimi anni mutamenti profondi e rapidi che hanno generato nuovi e non previsti conflitti sociali, con una conseguente difficoltà nel dare risposte adeguate a situazioni complesse e a interessi diversi, che spesso appaiono contrapposti. Nel governo di una comunità la partecipazione democratica deve essere lo strumento per far crescere condivisione e responsabilità, collanti essenziali per una migliore qualità della vita. La coesione sociale, bene primario per tutti/tutte, capace di prevenire i conflitti o ridurne gli effetti, si realizza soddisfacendo esigenze non solo primarie e materiali, come mangiare e avere un posto dove dormire, ma anche quelle legate alla sfera della socialità e della crescita dell’individuo.
L’insicurezza e la solitudine che abbiamo nel vivere quotidiano spesso nascono proprio dalla riduzione degli spazi di socialità che sono anche presìdi del territorio. A Sesto, che non è mai stata periferia di Milano e mai lo sarà, è presente una fitta rete di spazi sociali: luoghi di cultura, centri anziani, centri sportivi, spazi di partecipazione e di aggregazione. Bisogna accentuare ancor di più l’attenzione, il sostegno e gli investimenti su questi luoghi e sulle attività che vi si svolgono.
Alle richieste di migliorare la qualità della vita nei nostri quartieri non si risponde solamente con la demagogia dell’esercito per le strade o con una fitta rete di telecamere, ma con un’azione complessiva che faccia della città una comunità attiva, per cui la questione della sicurezza non trovi soluzioni individuali ma collettive, perché il problema della sicurezza è un problema della collettività e non del singolo individuo.

Uno degli interventi che sicuramente va perseguito è il rafforzamento quotidiano della presenza del vigile di quartiere, figura importante di controllo del territorio ma soprattutto di relazione con i suoi abitanti.

Bisogna proseguire sulla strada del coordinamento e della collaborazione tra le forze dell’ordine, la Polizia locale e le associazioni con una specifica formazione come l’Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo e le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV).