Rassegna stampa

Serve un punto di vista femminile

Gioconda Pietra, interviene su Sestoweek 16 dicembre 2017, e propone il punto di vista personale e della Fabbrica sul “nuovo soggetto politico” Liberi e Uguali.


I candidati ci mettono la faccia …

Sestoweek, sabato 22 aprile 2017


La riqualificazione dello Spazio Arte

Sestoweek, 22 aprile 2017

 


Sestoweek 6 maggio 2017

 


La storia siamo noi

Il 31 marzo u. s., alla manifestazione per la presentazione delle liste che sostengono Monica Chittò, Rita Innocenti, in qualità di capolista de La Fabbrica della Città, è intervenuta per presentare la lista, le sue idee, il suo programma e i motivi che stanno alla base della scelta di appoggiare la sindaca uscente. In questo contesto ha polemizzato con la decisione di chi, militando o lavorando per l’associazione Libera, ha deciso di candidarsi con la coalizione civica Sestoqua.

Le parole di Rita Innocenti hanno suscitato una forte reazione da parte di Sesto nel Cuore, a sua volta chiamata in causa. I termini e i contenuti della polemica si possono desumere dalla lettura di una dei diversi articoli comparsi sulla stampa locale e dalla risposta che Rita Innocenti ha pubblicato.

Qui di seguito l’articolo apparso su Il Gazzettino; gli altri si trovano sui siti di Lo Specchio e Nordmilano24.

La risposta di Rita Innocenti

Provo a rispondere ad alcune delle cose scritte in questi giorni a proposito del mio intervento di venerdì 31 marzo.

La prima cosa è che non sono intervenuta nel mio ruolo istituzionale di assessora alla cultura, ma come candidata della lista La Fabbrica della città alle prossime elezioni amministrative, essendo quella la serata di presentazione della coalizione del centrosinistra a Sesto. La giornalista mi ha chiesto di parlare dell’esperienza della Fabbrica e quindi ho cominciato spiegando perché abbiamo fondato la Fabbrica, laboratorio politico del centrosinistra, e cosa pensiamo sia un progetto politico e una lista civica, un’esperienza di cittadinanza attiva in cui le persone si mettono in gioco per il bene della loro città. E in questo mettersi in gioco prendono posizione politica, essendo che sarebbe ben strano non fare politica all’interno della città, luogo in cui anche come nome la politica nasce. Così ho affermato che ritengo non accettabili le posizioni di coloro che si presentano alle elezioni dicendo di non essere né di destra né di sinistra, cosa che di solito, per la mia esperienza, significa che non si vogliono dichiarare pubblicamente i propri riferimenti politici.

In questo senso, ho fatto un affondo politico: se si chiamano testimonial nazionali per il lancio della propria lista civica, nella fattispecie Stefano Parisi che lo scorso anno guidava la coalizione di centrodestra alle elezioni comunali a Milano formata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Partito Pensionati e due liste civiche, significa schierarsi e quando ci si schiera ci si fa carico degli apparentamenti e delle storie politiche della propria parte. E la storia di Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia ad oggi ineleggibile ai sensi della legge Severino su corruzione e illegalità nella pubblica amministrazione, dovrebbe porre a mio parere alcuni problemi di carattere politico e morale. A riprova del senso tutto politico della questione, in un primo scambio verbale con Gianpaolo Caponi mi è stato detto che allo stesso modo io, in quanto persona di sinistra, dovrei vergognarmi per tutto quello che ha fatto Stalin e in questo senso ho accettato l’argomentazione – pur se la distanza con Stalin è oggi superiore a quella con Parisi e Berlusconi – come qualcosa con cui la mia parte politica deve fare i conti. E infatti da persona di sinistra cerco in ogni mia scelta e azione di difendere sempre e comunque la libertà e dignità di ogni individuo, ossia come ho detto anche quella sera di coniugare socialismo e liberalismo, giustizia sociale, libertà personale e diritti civili.

L’intervento prosegue con precisazioni e argomentazioni. Continua a leggere …


Centralità della persona, inclusione, accoglienza e volontariato.

SestoWeek del 25 marzo


 

SestoWeek del 25 marzo


“Tutta mia questa città” ultimo progetto la riqualificazione di Via Picardi 

Come riqualificare la città quando non si possiedono le risorse economiche per realizzare i progetti? A questa domanda cerca di rispondere – con successo – il progetto “Tutta mia questa città”, varato dall’ Amministrazione comunale nel 2013. Una forma di partecipazione della cittadinanza che si accompagna al progetto del Bilancio Partecipativo. “E’ un progetto di rigenerazione e progettazione urbana per rendere Sesto una città più bella, più vivibile e più sicura. Con esso affrontiamo il problema della sicurezza rendendo più vivibili gli spazi,  rivitalizzando luoghi sporchi, bui, abbandonati. L’aspetto interessante è che lo facciamo con portafoglio zero.” spiega Rita Innocenti, assessora alla cultura, alla Partecipazione e alle pari opportunità.

 

 


La Fabbrica della città invoca «pietà umana» per il terrorista

La “Fabbrica della città” prende posizione sulla sepoltura del corpo di Amri, il terrorista ucciso alla stazione di Sesto San Giovanni nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 2016. A fronte delle dichiarazioni della consigliera regionale Viviana Beccalossi e del consigliere comunale Antonio Lamiranda – entrambi di Forza Italia –  che, per puro calcolo politico, negano al terrorista il gesto umano della sepoltura, la “Fabbrica della città” ricorda che “la pietà per i morti” è ciò che fissa il confine tra civiltà e barbarie.

«Amri era uno spietato assassino che non ha esitato a uccidere persone innocenti. Non è in discussione il giudizio su di lui. È del giudizio su di noi che stiamo parlando. Della nostra capacità di restare umani anche davanti a comportamenti disumani. Vediamo invece che ci sono persone così ansiose di arruolarsi nello scontro di civiltà che non esitano a schierarsi dalla parte della barbarie»

Leggi anche il comunicato della Fabbrica della città


“La rigenerazione urbana porterà lavoro a Sesto”

Porte aperte alla Casa delle Associazioni per l’incontro pubblico della Fabbrica della Città, realtà fortemente voluta dal Centro-sinistra  e che vede tra i firmatari l’assessore Rita Innocenti ed Ennio Rigamonti, moderatore della serata-laboratorio. Tema centrale è stato l’attuale mondo del lavoro e gli accorgimenti che la politica deve mettere in atto per migliorare la situazione contrattuale in futuro.

 


 

Stanziati 900mila euro per riqualificare le strade

L’Amministrazione comunale ha ufficialmente varato un piano per il rifacimento degli asfalti in diversi punti della città. La riqualificazione di carreggiate e marciapiedi riguarderà 23 vie: l’appalto verrà assegnato tra febbraio e marzo, i primi cantieri partiranno in primavera.

«Baudelaire diceva che una città cambia più rapidamente del cuore di un uomo. Io aggiungo che si degrada anche più velocemente… Non nascondo che negli ultimi tempi le difficoltà legate alle minori risolse in Bilancio hanno ridotto le manutenzioni, ma abbiamo sempre tenuto la massima attenzione sulle condizioni di strade e marciapiedi. Tra febbraio e marzo metteremo in gara quest’opera importante di manutenzione straordinaria. A cui si affiancheranno le opere di abbattimento delle barriere architettoniche lungo i marciapiedi che decolleranno a febbraio»


“Chi dice che siamo in ritardo sa i tempi che servono per fare i lavori…”

L’assessora Rita Innocenti risponde alle dichiarazioni del neonato gruppo intercomunale Comitato popolare per Sesto costituito da Giovani Sestesi e Democratici per il Cambiamento: chi accusa l’amministrazione di ritardo, in particolare il gruppo Democratici per il Cambiamento, ha avuto la delega ai lavori pubblici dall’ottobre del 2013 all’ottobre del 2016; quindi conosce meglio di altri impegni, tempi e modi di attuazione degli interventi. Perché i lavori non sono iniziati nei tre anni lungo i quali il gruppo ha mantenuto la delega ai lavori pubblici?


Tanta voglia di amarsi

Cinque unioni già fatte, dodici in attesa della data e altre copie che hanno fatto la richiesta.

Segno di come l’Amministrazione comunale abbia puntato sui diritti civili e vinto la sfida. Partita da lontano ancora prima dell’approvazione della Legge Cirinnà. Parlano l’assessora Rita Innocenti e la consigliera Gioconda Pietra.

 


La colonia di Bibbona: scelta giusta per un patrimonio della città, parola de la Fabbrica

Come Fabbrica abbiamo sempre ritenuto Bibbona un patrimonio della città di Sesto San Giovanni e quindi non possiamo che essere contente che il bando per l’affidamento e la ristrutturazione sia andato a buon fine. E’ noto che i successi, a differenza delle sconfitte, hanno molti padri, e proprio per questo ci sembra giusto ricostruire quanto in questi anni è avvenuto.

 

 

 

 

 


Dall’acciaio alle idee: apre una nuova Fabbrica

Nella città delle fabbriche per antonomasia apre i battenti la nuova «Fabbrica della citta». Si tratta di un progetto politico che ripropone i valori della Sinistra, ma che ha l’ambizione di andare oltre le bandiere che in passato sono state brandite più per affermare distinzioni che identità.

Il movimento è aperto a tutti i cittadini, e si pone come un progetto in divenire con vista sulle elezioni amministrative, ma ci sono due paletti precisi: ci, si muove nell’ambito della Sinistra e sostegno alla ricandidatura del sindaco Chittò.

L’idea è nata dall’entusiasmo di quattro donne già impegnate per la città: l’assessore Rita Innocenti, il consigliere Gioconda Pietra, Lella Brambilla, ex assessore e attuale presidente di Auser Lombardia, e Annie Iacone, esponente del mondo dell’associazionismo.


Nasce la Fabbrica: un progetto politico ma senza bandiere

L’altra sera si è aperta ufficialmente «La Fabbrica di Sesto», un nuovo soggetto che scende in campo per sostenere la ricandidatura del sindaco Monica Chittò alle elezioni di primavera.

Il testo dell’articolo