Ora sai chi hai votato!!!

Riproduciamo il foglio della rassegna stampa del comune; accanto il testo, che nella riproduzione dell’articolo si legge con difficoltà.
Che dire: ognuno legga e si faccia un’idea.
Un solo commento: nel testo della mail compaiono degli acronimi (IP Lispa Csi PA) che gli addetti ai lavori colgono immediatamente nel loro significato (e il mittente sa che loro sanno), mentre noi facciamo qualche difficoltà a cogliere di primo acchito, in parte intuiamo, ma, in caso contrario, ricorriamo a Google.
Ce n’è uno, però, che i grillini ci hanno insegnato a riconoscere senza incertezze, che non fa parte del nostro modo di discutere quando abbiamo di fronte avversari politici, ma che in questo caso specifico non possiamo non proporre a Beppe Grillo, affinché lo giri al suo adepto: VFC!


Dalle lotte operaie all’abbraccio con il centro destra. Come ha fatto l’ex “Stalingrado d’Italia” Sesto San Giovanni, dopo 72 anni di centro sinistra, a passare armi, bagagli dall’altra parte?
Tra i tanti motivi possibili, uno, forse, è molto meno ideologico di quanto si possa pensare. Lo rivela una e-mail firmata dal candidato del Movimento 5Stelle, Antonio Foderaro, giovane ingegnere che nel bel mezzo delle due settimane pre-ballottaggio, ha pensato di chiedere un posto di lavoro in Regione nientemeno che al candidato sindaco di Forza Italia, Roberto Di Stefano.
Che, forse, non a caso, ha scalato una montagna di voti partendo dal 26% al primo turno, sotto di 5 punti rispetto al candidato di sinistra Chittò, per arrivare a un sorprendente 58% della vittoria.

La mail dell’esponente M5S è di mercoledì 5 giugno: «Quello che cerco è una posizione gestionale manageriale affine alla mia esperienza – cioè IT per privati che lavorano per la PA, come ad esempio Lispa o affini/collegati in Lombardia (Csi-Piemonte in Piemonte è la corrispondente di Lispa), o anche Arca, su temi di appalti/bandi/procurement/compliance».

Nel frattempo Foderaro, sulla sua pagina Facebook denuncia «il mercato pre-ballottaggio» e scrive di trovare «di uno squallore fotonico» il fatto che destra e sinistra lo blandiscano per accaparrarsi il 13,47 per cento totalizzato al primo turno dalla lista di Beppe Grillo. Non un risultato brillantissimo, nonostante la campagna elettorale con i big del partito Di Maio, Di Battista e Di Stefano. Però interessante per chi deve rimontare e vincere.
Inoltre Foderaro, rimasto in cassa integrazione, sfumato il posto da sindaco, ora cerca un posto vero. E non trova niente di meglio che rivolgersi a uno dei due candidati, quello che evidentemente gli sembra abbia più entrature in Regione, possibilmente nell’information technology (IT) delle controllate di Regione Lombardia, terreno privilegiato dei partiti di centro destra, in particolare Forza Italia e Lega Nord. Vuoi veder che lo “squallore fotonico” dell’immondo mercato del voto, qualche convenienza ce l’ha?
C’è però dell’altro che indica un tono di confidenza con Di Stefano e la moglie Silvia Sardone, coordinatrice locale degli azzurri: «L’ideale – scrive – è per me trovare una posizione che mi permetta di gestirmi il tempo. Prima risolvo, meglio è».

«Ho incontrato Di Stefano che ci ha chiesto il nostro appoggio per il ballottaggio ma poi non ho fatto accordi di nessun tipo», spiega Foderaro, che aggiunge: «Ho sbagliato a inviare quella mail ma non c’entra niente con la politica».
Il 18 giungo, nelle ore decisive per il rush elettorale, Roberto Di Stefano, strizza l’occhio ai grillini con un video: se lo voteranno, dice, si impegnerà per il reddito di cittadinanza, la chiusura dell’inceneritore e l’apertura del canile.
Il popolo girllino deve averlo ascoltato.

Michele Sasso, La Stampa 1 luglio 2017.

 

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