Smarriti i valori fondamentali della sinistra?


Gentili tutti
Dopo questa bruciante sconfitta, prendo la parola su questa lista da cittadino semplice, non da militante quale non sono, ma da elettore del centro sinistra, negli ultimi venti anni del PD e, alle ultime elezioni, de “La Fabbrica”.
Non mi pare si possa prescindere dal risultato nazionale e dal fatto che in tutta Italia, dalle Alpi alle isole, le destre hanno vinto e hanno addirittura stravinto nelle città “rosse”, proprio come da noi a Sesto.
Certo, nella nostra sconfitta ci sono gli errori di comunicazione del nostro sindaco, la litigiosità e i personalismi del PD locale, i modi furbeschi e arroganti che allontanano i cittadini perbene, cose che non conoscevo e che leggo oggi nella lucida analisi di Gio Pietra.
Penso però che ridurre la sconfitta esclusivamente alla dimensione locale, agli errori e alle alleanze locali dei singoli sindaci, o di chi ha fatto le campagne elettorali sia fuorviante, e temo possa condannarci a una nuova sonora sconfitta, della quale si intravedono già le tracce, alle prossime, ormai imminenti, elezioni politiche.
Si può per l’ennesima volta fare finta che non sia successo niente? Si può procedere senza nessuna autocritica e nessuna seria analisi del voto? Pare proprio di sì visto che, anche questa grave sconfitta nazionale non serve a modificare l’atteggiamento del più grande partito del centro sinistra e del suo segretario, proprio come non sono servite quelle degli ultimi tre anni.
Credo dobbiamo davvero dirci che, grazie al governo Renzi, si è consumata una vera e proprio rivoluzione culturale, tentata già da tempo dalle destre: la trasformazione dei diritti in privilegi.
La sola differenza con le destre è che alla fine non ci erano mai così pienamente riuscite.
Questa grave novità si osserva, a mio parere almeno in tre ambiti decisivi:

  • Il lavoro: nella opinione comune è diventato un privilegio la semplice tutela del posto di lavoro che dice che chi non commette reati e fa al meglio il suo lavoro, in assenza di difficoltà economiche dell’azienda, non può essere licenziato.
    Si tratta di una condizione di dignità del lavoro e del lavoratore come sanno bene tutti coloro che conoscono il lavoro dipendente nell’ambito privato. Oggi però non è più così. Si può essere licenziati per qualunque motivo: maternità, malattia, antipatia.
    Il precariato è diventato la cifra del lavoro e si può essere lavoratori e poveri anche senza essere dissennati.
    Inutili gli appelli contro il populismo rivolti a soggetti messi in una condizione economica e di vita miserrima.
  • L’ecologia: si può fare finta che le risorse del pianeta siano inesauribili e ragionare sulla crescita economica senza regole e senza tutela della natura? I cambiamenti climatici vanno bene solo per qualche lamento sul caldo ma poi ci si gira dall’altra parte? Si può invitare a boicottare un referendum che regolamenta le trivelle del petrolio trasformando gli oppositori in egoisti che non capiscono?
  • La democrazia, infine: davvero è un privilegio scegliere con il voto i nostri rappresentanti in parlamento? Davvero la governabilità è l’unico valore che conta in politica? Non è questo il modo per abituare a una dittatura? Oggi del capo e domani chissà.

I tre temi insieme colpiscono duramente i valori base della sinistra e primo fra tutti il valore della solidarietà. Se si è ridotti al tutti contro tutti ecco che lo straniero, il povero, in generale l’altro diventano, nella percezione comune, dei pericolosi competitori disposti a guadagnare poco e a rubarci il lavoro, a scavalcarci nella fila al mercato ecc.
La cattiveria e l’egoismo diventano la cifra della rivoluzione culturale contemporanea inutili gli appelli anti populisti con chi è deluso.
I delusi dalla sinistra tornano a casa loro e se, come diceva qualcuno mentre toglieva i diritti “se ne faranno una ragione” quelli una ragione non se la fanno solo che a votare non ci vanno più, ma “quelli” siamo noi, sono la nostra gente.
Per concludere questa mail, e mi scuso per la lunghezza, dico solo che va bene che Sinistra Italiana ci abbia accompagnato, ma serve che tutto il centro sinistra si unisca e se il PD non si riconosce nei valori base indicati toccherà per intanto “farsene una ragione” e procedere come si può.
Un caro saluto a tutte e tutti
Francesco Giglio

Lascia un commento